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Occuparsi di brand naming significa creare un nome per qualcosa. Che sia un prodotto, un’azienda o un progetto, non esistono regole precise, è la creatività a giocare la carta vincente.

Il brand name o nome di marca, è l’obiettivo dell’attività di naming. Serve a dare un’identità, a evocare i valori di un’azienda, a generare una sensazione, a rendere un’azienda, o un prodotto riconoscibile, unico, memorabile e ripetibile. In poche parole:

Il brand name è la componente verbale del brand

Il brand è una parola con caratteristiche fonetiche che, sostenuta da una strategia di comunicazione, vuole creare un nome e generare un’esperienza intorno al marchio.

Per fare brand naming è necessario tenere conto di questi tre aspetti:
semiologia: il nome deve essere facile da pronunciare, memorabile ed esportabile.

marketing: il brand name deve attenersi all’identità di marca, in particolare deve esserci coerenza tra il posizionamento della marca o di prodotto, la filosofia aziendale, il pubblico e il settore di riferimento.

proprietà intellettuale: il nome della marca dev’essere libero, originale e difendibile. Ricorda però, il marchio non deve tradire ciò che rappresenta e che il dominio non sia già registrato.

Ma nello specifico, esiste una formula per creare un brand name perfetto partendo da zero?

La regola del CO.ME.OR.G.O.

La regola del CO.ME.OR.G.O è semplicissima. Nasce per aiutare il copywriter a memorizzare tutti i punti chiave per la realizzazione di un buon naming:

COrto: non esageratamente lungo.
MEmorizzabile: un nome deve essere ricordato nel tempo, dunque memorizzabile. Deve far colpo.
ORiginale: diverso da quello dei concorrenti, unico, invidiabile.
Gradevole: cerca un nome positivo, divertente, che trasmetta simpatia.
Orecchiabile: questa caratteristica va a braccetto col “memorizzabile”. Nel naming si consiglia di prestare attenzione al suono. Immagina se venisse veicolato in radio. Evita quindi nomi difficili da pronunciare, ma gradevoli e semplici.

ATTENZIONE!

Abbiamo detto che un nome vincente prende vita dall’ispirazione, ma prima di sprecare fiumi di inchiostro, prenditi del tempo per fare ricerca!
Vedi su Google i nomi della concorrenza, ed analizzane l’originalità. Poi, puoi iniziare a buttar giù le tue idee.
Per trovare un nome si può giocare con le lettere: parti da una parola ed inizia a cambiare le vocali, poi magari una o più consonanti per esempio, in modo tale da ottenere un numero elevato di varianti.

Da evitare:

Prima di concludere, teniamo presente quali sono gli aspetti nocivi che, durante la realizzazione del brand name, possono mettere il bastone tra le ruote al nostro business:
Evita gli acronimi: sono freddi e impersonali, e anche se a volte possono sembrare l’unica soluzione, al massimo possono andar bene solo per business in ambito economico.
Evita nomi troppo generici: nomi generici, che contengono la parola del prodotto che vogliamo vendere ad esempio, rischiano di essere troppo deboli e di far leva su un budget di comunicazione più elevato per emergere.
Attenzione a troppa fantasia: a volte troppa inventiva guasta facendoci uscire fuori dalle righe. Se da un lato sono evocativi, energici e facilmente memorizzabili, è necessario che la comunicazione controbilanci il fatto che il naming da solo non dice nulla del prodotto.